IL FOLCLORE IN SCENA
Ahwash, Ahidous e Gnawa: le tradizioni popolari del Marocco
Le compagnie folkloristiche di una serata Fantasia attingono a autentiche tradizioni regionali — Ahwash, Ahidous, Gnawa e Aissawa — ciascuna con la propria regione e i propri strumenti.
Vedi i biglietti per la Fantasia di Chez Ali su GetYourGuide ↗Un mosaico di tradizioni regionali, non un unico stile
Il "folklore marocchino" abbraccia un insieme genuinamente eterogeneo di tradizioni musicali e di danza regionali, in gran parte radicate nelle comunità amazigh (berbere) delle diverse zone del Paese, arricchite nel corso dei secoli da tradizioni di eredità westafricana e da radici religiose sufi. I visitatori che non conoscono il Marocco tendono ad accomunare tutto questo in un unico generico "ballo berbero", ma le tradizioni descritte qui provengono da regioni, lingue e persino origini storiche differenti. Un programma folkloristico che riunisce compagnie "provenienti da diverse regioni del Marocco" probabilmente, in pratica, attingerà a varie di queste tradizioni piuttosto che eseguire un solo stile: riconoscerne alcune per nome rende la serata molto più comprensibile.
Ahwash — la danza amazigh del sud
L'Ahwash è una performance collettiva delle comunità amazigh di lingua tashelhit dell'Alto Atlante occidentale, dell'Anti-Atlante e della regione del Souss, nel Marocco meridionale, che fonde canto responsoriale, poesia improvvisata e percussioni con tamburi a cornice. Tradizionalmente viene eseguito da due grandi gruppi — spesso uomini e donne su lati opposti — che si alternano nel canto, nelle percussioni, nella danza e nei versi in uno scambio strutturato che può durare ore durante una festa di villaggio. Storicamente le esibizioni erano legate ai raccolti, ai matrimoni e alle celebrazioni comunitarie piuttosto che messe in scena per un pubblico esterno: è anche per questo che assistervi è considerato una vera finestra culturale, non uno spettacolo inventato.
Ahidous — la danza in cerchio del Medio Atlante
L'Ahidous è la tradizione strettamente imparentata ma distinta delle tribù di lingua tamazight del Medio Atlante — intorno a Khénifra, Azrou e Imilchil — e di alcune zone del Marocco sudorientale. Gli esecutori stanno spalla a spalla in un grande cerchio o su file contrapposte, alternando canto, danza e poesia estemporanea al ritmo condiviso di un tamburo che accelera gradualmente. Condivide con l'Ahwash la grammatica di base dell'alternanza tra canto e tamburo e dello scambio poetico, ma ha un proprio dialetto regionale, propri ritmi e propri costumi: le due tradizioni non sono intercambiabili, anche se a un visitatore che le vede entrambe nella stessa serata possono sembrare molto simili.
Gnawa — musica con radici westafricane e sufi
La musica Gnawa risale almeno al XVI secolo, a comunità discendenti da migranti e persone schiavizzate dell'Africa occidentale giunte in Marocco, e fonde performance profana con pratica spirituale sufi e rituale di guarigione. Si basa sul guembri, un liuto basso a tre corde con la cassa coperta di pelle, e sulle castagnette di ferro chiamate qraqeb, che producono ritmi ipnotici e ripetitivi storicamente usati in cerimonie notturne chiamate lila per condurre i partecipanti in trance a fini spirituali o di guarigione. Nel dicembre 2019 l'UNESCO ha inserito le pratiche culturali Gnawa nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale, riconoscendole come tradizione viva con profonde radici comunitarie e non solo come stile musicale eseguito sul palco.
Aissawa — la musica cerimoniale di una confraternita sufi
Gli Aissawa sono una confraternita sufi fondata a Meknes, legata al dotto del XVI secolo Sidi Mohamed ben Aissa, nota per una musica cerimoniale costruita intorno alla ghaita, un penetrante strumento a fiato a doppia ancia, sovrapposta a tamburi a mano e percussioni. Nel loro contesto religioso, le esibizioni Aissawa possono condurre alla trance rituale durante cerimonie private (lilat) o raduni pubblici moussem legati a festività religiose. Gli stili musicali e percussivi che emergono negli spettacoli folkloristici scenici derivano da questa stessa tradizione, presentata in forma abbreviata e profana per un pubblico generico, anziché come il rituale devozionale che rappresenta all'interno della confraternita stessa.
Quattro tradizioni popolari alla base di un tipico programma folcloristico
| Tradizione | Regione d'origine | Radici | Suono e strumenti |
|---|---|---|---|
| Ahwash | Alto Atlante, Anti-Atlante, Souss (sud) | Tradizione comunitaria amazigh (di lingua tashelhit) | Canto responsoriale, tamburi a cornice, poesia |
| Ahidous | Medio Atlante, Marocco sud-orientale | Tradizione comunitaria amazigh (di lingua tamazight) | Danza in cerchio/in fila, ritmo di tamburo condiviso, canto |
| Gnawa | In tutto il Paese, forte a Essaouira e Marrakech | Patrimonio dell'Africa occidentale, pratica spirituale sufi | Guembri (liuto), qraqeb (nacchere di ferro) |
| Aissawa | Meknes e confraternite in tutto il Paese | Confraternita religiosa sufi | Ghaita (corno a ancia), percussioni, canto cerimoniale |